A Musicall Banquet – Emma Kirkby in concerto

Contrasto cover con titolo e nomi psd

EVENTO ANNULLATO (info@archetipaottava.it)

22 Aprile ore 20.00
Con il patrocinio dell’Ambasciata Britannica a Roma

A MUSICALL BANQUET
Concerto di musica rinascimentale e barocca

EMMA KIRKBY
SILVIA SCOZZI
SIMONE COLAVECCHI liuto, tiorba
LUIGI POLSINI viola da gamba

Il concerto si svolgerà presso la residenza dell’Ambasciatore Britannico a Roma
VILLA WOLKONSKY
Piazza di Villa Wolkonsky, 1 (Via Ludovico di Savoia) – Roma

Al termine del concerto, agli ospiti verrà offerto un prosecco

Costo biglietto: 15 €

80 posti disponibili

il biglietto non potrà essere acquistato la sera stessa del concerto, ma solo con prevendita entro il giorno mercoledì 13 aprile.
Il biglietto è acquistabile tramite bonifico bancario di 15 €, intestato a:
Associazione Archetipa Ottava
IBAN IT51M0335901600 1000 000 71504
Cod. Bic. BCITITMX

specificando nella causale del bonifico: Kirkby

Inviare una mail con i nomi delle persone che interverranno al concerto dopo aver effettuato il bonifico!

oppure ritirandolo nei giorni 5/12/13 aprile dalle ore 16.00 alle ore 19.00 presso:
Circonvallazione Appia, 116 (vicino fermata Metro A Ponte Lungo)
previo appuntamento.
Numeri da contattare: 3404014251 oppure 3313589082
e-mail: info@archetipaottava.it

Tutti coloro che interverranno al concerto dovranno esibire all’ingresso un documento d’identità (passaporto, carta d’identità o patente di guida) e l’ingresso al concerto è previsto dalle ore 19.30

A Musicall Banquet furnished with varietie of delicious Ayres, collected out of the best Authors in English, French, Spanish and Italian è una antologia pubblicata a Londra da Thomas Adams nel 1610 e curata da Robert Dowland, figlio del celebre John Dowland. Opera innovativa, comprende lavori dello stesso John Dowland, di diversi compositori inglesi, altrimenti sconosciuti, quattro brani su testo francese, due in lingua spagnola e quattro in italiano. Con capolavori senza tempo come In darkness let me dwell di John Dowland e Amarilli mia bella di Giulio Caccini, questa raccolta rappresenta per l’Inghilterra di quegli anni anche un tentativo pionieristico per un repertorio di carattere internazionale. Accanto ai brani della raccolta A Musicall Banquet, verranno eseguiti brani degli stessi autori della raccolta, presenti in altre fonti.

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Villa Wolkonsky è la residenza dell’Ambasciatore britannico a Roma. Fu costruita negli anni ’90 del XIX secolo dai discendenti della Principessa russa Zenaide Wolkonsky, moglie di un Aiutante di Campo dello Zar Alessandro I. Nel 1830 la Principessa Zenaida Wolkonsky comprò un vasto terreno agricolo accanto alla Basilica di San Giovanni per creare un rifugio, lontano dal trambusto del centro di Roma, ove intrattenere i suoi amici artisti e letterati. Trentasei campate dell’acquedotto neroniano, edificato nel I secolo d. C., attraversano la proprietà, e la principessa vi costruirà una villa che poggia su tre delle arcate.
Lungo il resto dell’acquedotto svilupperà un giardino in stile romantico, che diverrà famoso per le sue rose e i reperti romani, la maggior parte dei quali provenienti dalle tombe che si trovano lungo il percorso dell’acquedotto. Dopo la morte della principessa, avvenuta nel 1862, suo figlio Alessandro abitò nella villa e scoprì le tombe romane di tufo oltre l’acquedotto. Nel periodo della rapida espansione di Roma dopo il 1870, gran parte della proprietà fu liquidata per sviluppare la proprietà. Queste vendite permisero ai discendenti della Principessa, i Campanari, di costruire in loco una nuova, maestosa villa. Negli Anni Trenta del secolo scorso si eseguirono grossi lavori di ampliamento della villa, aggiungendovi due ali ed un quarto piano; al tempo stesso, venne ingrandita anche la villa originale della Principessa. Con il trascorrere del tempo e l’avvicendarsi delle proprietà (la Villa sarà sede dell’ambasciata tedesca dagli anni Venti fino al 1943 e poi, dal 1947, diverrà la sede dell’Ambasciata Britannica) la Villa e il suo parco subiranno importanti trasformazioni rispetto all’assetto originario e le antichità che ne adornavano i viali andranno incontro ad un lento declino, che in alcuni casi diventerà vero e proprio oblio: molti reperti verranno infatti sepolti dalla rigogliosa vegetazione del parco, scomparendo alla vista. La Divisione Immobiliare del Ministero degli Esteri britannico ha la cura delle principali Sale di Rappresentanza e quasi tutti i dipinti provengono dalla Collezione d’Arte Statale.

Collezione Wolkonsky
Dal 2011 circa il parco della Villa è stato sottoposto a un ambizioso programma di restauro, per ritrovare lo spirito del disegno originale della principessa. I numerosissimi reperti marmorei ‘riscoperti’ via via che i percorsi originali del parco venivano riportati alla luce, versavano per lo più in cattive condizioni.
Dopo anni di lavoro, grazie al contributo di Shell Italia, si è concluso il restauro dei reperti della collezione Wolkonsky, ed è stato ultimato il loro nuovo allestimento. Alcuni di essi, tra cui i bellissimi ritratti funerari di famiglia e alcuni splendidi sarcofagi a bassorilievo, non particolarmente delicati dal punto di vista conservativo, sono stati collocati lungo il viale che costeggia l’acquedotto per riproporre, seppure con nuove modalità espositive, l’originario fascino del giardino della principessa Wolkonsky.

Museo delle Serre Wolkonsky
La maggior parte dei reperti, comprendente numerosi altri sarcofagi e frammenti a bassorilievo, statuine votive, iscrizioni, elementi architettonici, ha trovato invece collocazione nel nuovo Museo delle Serre Wolkonsky, due serre ottocentesche comunicanti tra loro e situate presso il cancello d’ingresso della residenza, che sono state restaurate e predisposte per accogliere le centinaia di reperti che dovevano essere protetti dalle intemperie e per offrire ai visitatori la possibilità di ammirare la collezione senza interferire con le esigenze di sicurezza della Residenza, restituendo al contempo un inedito connubio tra antichità e giardino.
L’importanza della Collezione Wolkonsky risiede tanto nella quantità e varietà dei reperti (quasi tutti provenienti da sepolture, in buona parte da quelle scavate lungo l’acquedotto, appartenenti alla vasta Necropoli dell’Esquilino e di epoca compresa tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C.), quanto nella presenza di singoli reperti di grande valore storico-artistico, come ad esempio i ritratti funerari, tra cui spicca quello dei Servilii (1), i sarcofagi decorati a bassorilievo – notevole quello a Ghirlande (2) e quello con la Corsa delle Bighe (3) -, la statua di Athena Parthenos (4) e infine, il Satiro Musico, bellissima statua a grandezza naturale ricomposta da 15 frammenti rinvenuti in ordine sparso nel giardino, l’ultimo reperto in ordine di tempo ad essere restaurato e il primo che si può ammirare entrando nel nuovo Museo delle Serre.

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